Giovanni Mattei - Un preside maestro di umanità

Mattei è stato un preside di cuore. Fatto di una scorza burbera e bonaria, si scioglieva spesso in una risata aperta, in una chiacchiera distesa, nel racconto di qualche aneddoto frizzante. Qui a Cormòns era l'anima della scuola. L'accompagnamento dei bambini fino alla loro adolescenza era un suo pallino. Mi ricordo - seguivo la continuità, allora - che aveva sempre l'obiettivo di abbattere barriere e muri, di confondere - tra i corridoi - elementari e medie, maestri e prof, secondo quello che gli suggeriva la pratica dell'esperienza e l'intelligenza di un'umanità semplice e immediatamente comprensibile. Delegava con fiducia, si arrabbiava di pancia e risolveva i momenti di difficoltà più acuta con un mazzo di fiori, un bicchiere di vino e la saggezza del buon senso. Chi c'era, ricorda con piacere le ricognizioni per preparare le uscite didattiche, la sua presenza al momento del rancio - e che rancio! - a Cividale o a Tolmino, tra una corsa e un rafting sull'Isonzo; e lui, che nel momento giusto, apriva un vassoio di paste e di pizzette per colleghi e ragazzi. Chi c'era, ricorda i consigli elargiti, come quelli di uno zio o di un fratello maggiore, che rendevano quello della scuola un mestiere dell'anima e non soltanto un frullatore di acronimi e burocrazia.

Mattei è stato soprattutto un maestro. Un maestro di scuola e un maestro di umanità.

Grazie, preside.

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